Ufficiale Tari, da oggi la paghi anche al vicino di casa: non bastava la casa dove vivi | Legge già passata

Appartamenti- Foto di George Becker da Pexels-PianoInclinato.it
La tassa sulla spazzatura è una delle imposte più discusse: le nuove leggi che riguardano la Tari impongono degli ulteriori pagamenti anche in casi eccezionali.
Introdotta con la Legge di Stabilità nel 2014, la Tari è il tributo comunale che serve a finanziare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Questa tassa ha sostituito il precedente TARES e inglobato le vecchie imposte locali sui rifiuti.
La sua applicazione non si basa sulla produzione reale di rifiuti di ogni nucleo familiare, ma è la potenzialità dell’immobile di generarli a costituire la base di calcolo.
Una sentenza della Corte di Cassazione, la n. 11130 del 2021, ha introdotto importanti novità riguardo alla tassa sulle spazzature da pagare per un immobile disabitato.
Bisogna considerare, infatti, che anche una casa non arredata e con utenze disattivate può essere soggetto alla TARI, a patto che questo luogo risulti agibile.
Tassa sulla spazzatura: quali sono i criteri per stabilire il pagamento e su quale tipologia di immobili si applica
La novità che fa discutere riguarda però gli immobili secondari, vicini alla casa principale: secondo recenti applicazioni del principio, anche queste unità immobiliari saranno soggette alla tassa, anche se non utilizzate. La Corte ha stabilito che ciò che conta è l’idoneità dell’immobile a produrre rifiuti, non la sua effettiva occupazione. Questo principio si estende anche ai locali secondari, come case di villeggiatura, appartamenti non locati e magazzini.
Nel caso in cui non venga dimostrata con apposita documentazione l’inutilizzabilità oggettiva, come l’inagibilità certificata o l’assenza di impianti e arredi, la tassa resta dovuta. Si rischia così che i proprietari di seconde case che vengono affittate saltuariamente o lasciate sfitte, si possano ritrovare a dover pagare anche nel caso in cui non vi sia reale produzione dei rifiuti. L’interpretazione della legge risulta molto penalizzante per chi possiede immobili nei pressi della residenza principale, spesso usati come pertinenze o investimenti locativi.

Come chiedere e ottenere l’esonero dal pagamento della TARI
Per ottenere l’esonero dal pagamento della TARI bisogna presentare al Comune prove concrete e verificabili dell’inutilizzabilità dell’unità. I casi accettati sono, per esempio, quelli di immobili dichiarati inagibili, sprovvisti di impianti funzionanti o completamente vuoti, in cui non si possa esercitare nessuna attività. La semplice disattivazione delle utenze, come luce e gas, è considerata una condizione temporanea e non sufficiente.
Anche la cessazione del contratto d’affitto non basta, ma deve essere accompagnata da ulteriore documentazione. Quindi bisogna sapere che ogni immobile potenzialmente abitabile o utilizzabile può essere considerato tassabile.